CAMPAGNOLI PROF. CARLO GINECOLOGO

Il Prof. Carlo Campagnoli è specialista di ginecologia endocrinologica. È stato docente di Ginecologia Endocrinologica presso la scuola di specializzazione in Ginecologia dell’Università di Torino dal 1971 al 2004. È stato inoltre primario di Ginecologia Endocrinologica all’Ospedale Sant’Anna di Torino dal 1989 al 2003. Attualmente svolge attività di libero professionista presso la Clinica Fornaca di Torino. Telefono: 011/5574721 o 011/5574355.

CURA DELLE AMENORREE

Il prof. Campagnoli è uno specialista nella cura dell’amenorrea, assenza delle mestruazioni, e delle irregolarità mestruali, possibili espressioni di patologie organiche o funzionali oppure di disfunzioni ovariche per carenze o eccessi nutrizionali. Una diagnosi tempestiva permette terapie che, nella maggior parte dei casi, risolvono il problema prevenendo nel contempo complicanze, come l'osteoporosi alterazioni metaboliche.

Cause e terapie

L'assenza di mestruazioni può essere provocata da alterazioni organiche dell’utero e/o della vagina, che impediscono il determinarsi (o, più raramente, il manifestarsi) del flusso mestruale oppure da alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico con carenze o anomalie degli ormoni (estrogeni e progesterone) determinanti la crescita e il periodico distacco della mucosa endouterina.

La responsività (flusso mestruale alla fine del trattamento) ai farmaci progestinici distingue le amenorree progestinico-positive, con una produzione estrogenica tale da indurre la crescita della mucosa endouterina da quelle progestinico-negative, mancata crescita della mucosa per carenza estrogenica o alterazioni organiche.
Le alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofiso-ovarico e della funzione ovarica, hanno cause, caratteristiche e conseguenze diverse. Le cause sono, raramente, patologie della regione ipotalamica o dell’ipofisi con deficitaria produzione delle gonadotropine, ormoni stimolatori dell’ovaio, ed eventuale iperproduzione dell’ormone somatotropo o corticotropo o, più frequentemente, della prolattina; ma anche disfunzioni della tiroide oppure delle ghiandole corticosurrenaliche, dovute ad alterazioni genetiche, causa di iperandrogenismo. L'iperproduzione di androgeni può derivare, assai raramente, da tumori del corticosurrene o dell’ovaio.

L'iperandrogenismo è dovuto più spesso ad alterazioni metaboliche, derivanti da sovrappeso e/o eccesso di zuccheri a rapido assorbimento. Tali alterazioni provocano stimolazione eccessiva dell’ovaio, irregolarità mestruali e manifestazioni, più o meno nette, di iperandrogenismo (seborrea, acne, irsutismo, alopecia) con un quadro ecografico di ovaio micropolicistico .

All’opposto, un bilancio energetico negativo  – per difetto nutrizionale, eccesso di sport, sottopeso – rallenta la stimolazione sulle ovaie con assenza del ciclo e, nelle giovanissime, compromissione dell’irrobustimento osseo con rischio di osteoporosi (per carenza di estrogeni e per ridotta produzione dei fattori di crescita). Ne sono un esempio la "Triade delle atlete" (carenza alimentare, amenorrea e osteoporosi) e soprattutto le situazioni di anoressia e para-anoressia.

La menopausa prematura,  con incapacità a rispondere alle stimolazioni delle gonadotropine ipofisariche, può essere provocata da diversi fattori: di particolare rilievo sono quelli genetici o a base autoimmune, cui possono concomitare patologie autoimmuni alla tiroide e al corticosurrene.

Nelle amenorree brevi e senza particolari alterazioni ormonali e progestinico-positive, dovute generalmente a stress e/o diete, il progestinico può essere ripetuto a distanza di 50-60 giorni dal flusso. L’eventuale passaggio a progestinico-negatività segnala il peggioramento della situazione. Per l’iperprolattinemia, i distiroidismi ed altre patologie esistono terapie ad hoc.

Per la cura dell’amenorrea da sottopeso possono essere utili alcune forme di terapie ormonali. Tuttavia, nei casi di anoressia/para-anoressia è da evitare (soprattutto nelle giovanissime) che l’impiego delle terapie contribuisca a dare una falsa impressione di “normalità”, distogliendo dall’affrontare il problema reale, quello della carenza nutrizionale.

In caso di ovaio micropolicistico può essere indicato l’impiego di “pillole” ad azione antiandrogenica; anche in tal caso è essenziale l’approccio dietologico.

In caso di menopausa prematura la terapia deve essere impostata considerando che sono possibili riprese, sia pur transitorie, di funzione ovarica, anche con (remote) possibilità di gravidanza; quindi, a seconda dei casi, terapie ormonali con preparati che non impediscano o danneggino l’eventuale gravidanza, ovvero all’opposto, contraccettivi orali.

Su questo tema il Prof. Campagnoli tiene corsi di aggiornamento sia a Torino che a Milano.

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